Condividiamo con grande piacere un’importante notizia pubblicata di recente dall’A.O.U. Città della Salute e della Scienza, relativa alla Ricerca sui tumori pancreatici portata avanti dai ricercatori del CeRMS (Centro di Ricerca in Medicina Sperimentale) e del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino, coordinati dalla Prof.ssa Paola Cappello e dal Prof. Francesco Novelli.


articolo Gruppo Novelli e Cappello_rivista PNAS

In uno studio pubblicato il 9 febbraio 2021 sulla prestigiosa rivista internazionale Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA, i ricercatori del CeRMS e del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino hanno scoperto il modo per permettere ai linfociti antitumore di infiltrarsi all’interno del tessuto tumorale pancreatico per eliminarlo.

Il tumore del pancreas viene a ragione definito il “killer silenzioso”. Il motivo di questo nome deriva dal fatto che non presenta sintomi specifici quando si manifesta, o meglio, quando questi compaiono spesso sono associati a uno stadio molto avanzato della malattia. La causa potrebbe derivare dal fatto che il tumore del pancreas è caratterizzato da un intricato insieme di cellule di diversa natura, che lo circonda e che forma il cosiddetto “microambiente tumorale”. Nel microambiente vengono accesi numerosi programmi genetici e metabolici che forniscono un enorme vantaggio alla crescita del tumore e nello stesso tempo impediscono ai linfociti T killer antitumore di “infiltrarsi” nel tessuto tumorale, confinandoli all’esterno e impedendo loro di riconoscerlo ed eliminarlo.

I ricercatori impegnati in questo studio (il cui primo autore è il Dottorando Gianluca Mucciolo, del Dottorato di Ricerca in Medicina Molecolare presso l’Università degli Studi di Torino) hanno dimostrato che bloccando l’interleuchina 17A – un importante messaggero della comunicazione tra le cellule del sistema immunitario e tra queste e le cellule circostanti – si modifica il microambiente tumorale e, in particolare, il comportamento di un tipo di cellule, i fibroblasti. Queste cellule sono particolarmente abbondanti nel tumore del pancreas e sono responsabili della deposizione di un complesso e compatto reticolato di fibre, che rappresenta il più grosso ostacolo all’ingresso dei linfociti killer antitumore così come alla diffusione dei farmaci utilizzati per il trattamento.

“Seppure siano necessari ulteriori studi per approfondire il ruolo di questa interleuchina nella risposta anti-tumorale nell’ambito del tumore pancreatico, la grande notizia è che anticorpi anti-interleuchina 17A vengono già utilizzati nella pratica clinica per limitare i danni di alcune malattie autoimmunitarie e quindi potrebbero essere combinati con altre strategie per colpire il tumore del pancreas da più parti e rendere più efficienti i diversi trattamenti” commenta la Prof.ssa Cappello.

Questi dati aggiungono un nuovo mattone per costruire una strategia efficace per la cura del tumore del pancreas. Aggiunge il Prof. Novelli: “Il nostro stesso gruppo ha recentemente sviluppato una terapia basata su vaccinazione a DNA e chemioterapia che nel modello animale ha dimostrato una notevole efficacia nel bloccare la progressione del tumore. Questa efficacia potrebbe essere ulteriormente aumentata dalla somministrazione combinata di anticorpi anti-interleuchina 17A, scatenando l’attività antitumore dei linfociti killer”.

Dallo studio contestuale del microambiente tumorale e dei meccanismi con cui il sistema immunitario può reagire contro il tumore del pancreas nascono le nuove terapie combinate che ci permettono di “accerchiare” sempre di più questo tumore e di aprire prospettive concrete per la sua cura.


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