13 novembre 1935: inaugurazione dell’ospedale Molinette

Il 13 novembre 1935 viene inaugurato l’ospedale San Giovanni Battista di Torino, conosciuto dai più semplicemente come Molinette.

Il curioso soprannome deriva dal fatto che l’ospedale sorse sulla riva del Po dove era presente un mulino chiamato “La Molinetta” e che aveva dato il nome all’area. Niente a che vedere con la Mole Antonelliana, quindi!

All’inaugurazione in pompa magna vennero invitate tutte le autorità dell’epoca: il re Vittorio Emanuele III, la regina, il Duce (che declinò l’invito per impegni precedenti) e il Prefetto, più tutta una serie di notabili e autorità. Il costo dell’opera ammontò a 71 milioni di lire, di cui 35 spesi dal Municipio, 21 dal Governo, 5 dall’Ospedale Maggiore destinati all’arredamento e 10 versati dalla famiglia Abegg. Il nuovo ospedale presentava nel corpo dell’edificio gli ambulatori centrali, i servizi di pronto soccorso e degenza temporanea, quattro divisioni di medicina, quattro di chirurgia, una di urologia, una di stomatologia, una di reumatologia, una di otorinolaringoiatria, una di cardiologia, tre reparti per pensionanti, il laboratorio Baldi e Riberi nelle due ali laterali, in quella lungo il Po la clinica medica e l’istituto di patologia medica, la clinica chirurgica, la clinica odontoiatrica. Dall’altro lato, lungo via Genova, si allineavano l’istituto clinico di patologia chirurgica, l’istituto di radiologia universitaria, la clinica neuropsichiatrica ed altri istituti. Chiudevano al lato sud della cittadella l’istituto di anatomia patologica, le camere mortuarie e l’edificio dell’Ospedale San Lazzaro con annessa la clinica dermatologica per un totale di 1600 letti. All’interno erano situati altri padiglioni con la chiesa, la scuola convitto per infermiere laiche, la cucina, la centrale termoelettrica.

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Durante la seconda guerra mondiale l’Ospedale Maggiore rimase agibile solo per metà a causa degli ingenti danni dovuti ai bombardamenti destinati alla Fiat Lingotto, alla Riv, alla linea ferroviaria, garantendo comunque i servizi e i ricoveri d’urgenza. Sotto il cortile di corso Bramante fu allestito anche un rifugio antiaereo, dove erano ricoverati i malati durante le incursioni aeree. Dopo la ricostruzione l’ospedale “Molinette” riprese l’attività assumendo nel corso del tempo un’importanza sempre maggiore non solo in città, ma anche in tutta la regione.

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